Dove tutto comincia
L'anima dell'opera
Mio padre e mia madre, in un giardino, in un giorno d'estate di molti anni fa. Lei lo abbraccia da dietro, la mano posata sulla sua spalla, la fede al dito. Lui guarda l'obiettivo con quel mezzo sorriso che gli conoscevo. Li ho voluti nell'oro di Klimt, perché l'oro è la materia con cui si custodisce ciò che conta. Le loro vesti si dissolvono in spirali e mosaici, i corpi diventano un'unica forma dorata: l'abbraccio che li univa era di quella sostanza. Solo i volti restano com'erano — perché quelli non si trasfigurano, si ricordano. Non c'è simbolo da decifrare, in quest'opera. C'è soltanto il punto esatto in cui la mia storia ha avuto inizio. Da questo abbraccio viene tutto: le radici, il nome, la mano che oggi disegna. Ogni cosa che ho fatto era già lì, in quel giardino, prima ancora che io ci fossi.
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